À l’intérieur è il film che propone Horror Ketchup in occasione di questi giorni di festa.

Eravamo tutti d’accordo: quello che ci voleva era  un bel filmazzo horror che fosse pertinente con le festivita’ natalizie. E così indago, ed effettivamente ne trovo diversi: i più rispondenti su Google ovviamente sono quelli che contengono nel titolo “christmas” o “santa”, o le seguenti trasposte in lingua italiana.

Nel corso di questa mia ricerca, come prima cosa, però scopro che tutti questi film sono stati prodotti tra gli anni ottanta e novanta; questo mi pone davanti ad un primo problema, visto che per una mia politica non tratto film troppo indietro negli anni; un secondo problema, invece, nasce in conseguenza alla mia scelta di voler proporre film comunque di “sostanza”,  visto che anche in questo caso i titoli presi in esame non corrispondevano ai requisiti.

Così mi viene in mente un film che vidi tempo addietro, senza però riuscire a finirlo: tutta la storia si svolgeva a Parigi durante la notte di Natale. Il film di cui parlo è il francese “À l’intérieur” uscito nelle sale nel 2007, e scritto e diretto da Alexandre Bustillo e Julien Maury, due nuovi nomi del cinema indipendente di genere e già fuori con il secondo lungometraggio,“Livide”.

Il film inizia con un violentissimo incidente stradale in cui rimane coinvolta una coppia: lei, incinta, sopravvive nonostante il forte impatto; nulla da fare invece per il compagno. Qualche tempo dopo ritroviamo la donna, Sarah, in ospedale mentre si sottopone al’ultima ecografia; sembra essere arrivato il momento e il medico la informa che sarà predisposto per lei un parto indotto che si terrà l’indomani, il giorno di Natale. La giovane fotoreporter prima di tornare a casa incontra la madre, poi il suo editore (con il quale ha un rapporto molto confidenziale) che, preoccupato, la invita a trascorrere la vigilia di Natale in sua compagnia. Infatti in centro città continuano ad infuocare le violenze della rivolta sociale e Sarah non farebbe bene a starsene da sola in quella casa piena di ricordi. Eppure la protagonista declina l’invito dell’amico e torna nel suo appartamento: da questo momento in poi ha inizio una notte da incubo per la ragazza che diventa vittima di una donna squilibrata con un forte desiderio di maternità.

Veniamo ora al contenuto: già in passato,  i francesi hanno dato dimostrazione di essere capaci di mettere sullo schermo storie di estrema violenza (mi viene in mente Martyrs, un film che, nella terra libertaria di Francia, era stato vietato ai minori di sedici anni), e questa pellicola sembra confermare la tendenza verso un crudo realismo che non risparmia niente.

Questo “À l’intérieur”  non è un film per tutti; infatti, si palesa con una tale violenza che non può essere largamente (e in alcuni casi anche lungamente) tollerato. E’ disturbante ed insidioso, riesce facilmente a penetrare nello spazio emotivo dello spettatore per sconvolgerlo e violentarlo. Per quanto esso sia pertinente nell’ambientazione col tema Natale, non è sicuramente quindi un film da poter vedere in compagnia, come di solito succede durante le feste.  Credo che questo horror possa essere consigliato solo ai veri amanti del genere, dotati di un certo pelo sullo stomaco e in grado di lasciare da parte la propria emotività, perché è solo in questo modo che si riuscirà ad apprezzare formalmente la pellicola; ci sono tutta una serie di motivi che ci inducono a farlo: Per quanto infatti la storia in sé non proponga nulla di nuovo, la mise en scene è decisamente più che godibile, così come gli effetti speciali ben confezionati, la fotografia di gusto realista e il minimalista commento sonoro (anche nelle scene topiche) di tipico gusto europeo. Ottima anche la prova recitativa di Beatrice Dalle una veterana del cinema d’oltralpe, da noi ricordata come protagonista del film Betty Blue del 1986. Parlando invece dei difetti del film, sento di dover segnalare i titoli di apertura, dalla grafica decisamente scadente (sta parlando la mia deformazione professionale), e la costruzione del ruolo di Sarah che, con la sua capacità di non crollare nonostante le orribili violenze inflittale, è decisamente poco realistica (manco fosse robocop). Ma infondo questa è finzione e va bene così, o perlomeno andrebbe bene a chi, consciamente e responsabilmente, sceglie di vedere un film del genere sapendo che comunque va maneggiato con una certa attenzione, un pò come si farebbe con i botti di fine d’anno: vietandolo ai bambini ed evitando di esporre al suo contenuto le donne incinte. Fatte queste premesse vi auguro una buona visione e buone feste.

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COMMENTI

  1. Avendo già avuto gli incubi con Martyrs, credo proprio che questa volta passerò ;)

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